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Pour les loueurs · 6 min de lecture
Preparazione auto e verbali: il processo che ci ha tolto le contestazioni
Preparazione, foto e verbali di consegna e rientro in un autonoleggio: il processo esatto, i tempi e perché le contestazioni sono quasi sparite.
Par Devis Antonio Perin ·
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Tre anni fa avevamo una contestazione ogni quindici noleggi. Un graffio, un cerchio, il serbatoio non pieno, un seggiolino mancante. Non grandi cifre, ma ore di discussione, recensioni cattive e, ogni tanto, un addebito che non riuscivamo a dimostrare e che restava a noi. Oggi ne abbiamo una ogni ottanta, e quasi sempre si chiude in cinque minuti guardando le foto. Non è cambiata la clientela. È cambiato il processo. Lo descrivo com'è, con i tempi veri, perché è copiabile da chiunque.
Il principio: l'auto ha uno stato, e lo stato è documentato
Un'auto a noleggio è sempre in uno di questi stati: libera, noleggiata, in preparazione, in officina, fuori flotta. Il passaggio da uno stato all'altro è un evento con una persona, un'ora e una prova. Finché gli stati erano "quello che l'operatore si ricordava", le contestazioni erano la norma. Da quando ogni passaggio lascia una traccia, sono l'eccezione.
Il gestionale lo impone: un'auto torna dal noleggio e passa in preparazione, e da lì torna libera solo quando qualcuno chiude l'ordine di preparazione. Non si può consegnare un'auto in preparazione. Sembra una rigidità; è quello che impedisce di consegnare alle 9 l'auto rientrata alle 8:50 con il serbatoio a metà e il sedile posteriore pieno di sabbia.
La consegna: sette minuti, sempre uguali
Il cliente ha fatto il check-in dal telefono e ha firmato il contratto, quindi al banco non c'è carta. L'operatore prende il tablet e va all'auto con il cliente.
Prima il quadro: foto del contachilometri e del livello carburante, con l'auto accesa. Poi il giro esterno, sempre nello stesso ordine, partendo dal fanale anteriore sinistro e tornandoci in senso orario: otto foto d'insieme (quattro lati, quattro angoli), quattro foto dei cerchi, una del tetto dal gradino, una del parabrezza. Poi dentro: sedili anteriori, posteriori, bagagliaio con le dotazioni (triangolo, giubbotto, kit), cassetto con i documenti.
I danni già presenti si segnano sulla sagoma toccando il punto, con una foto ravvicinata ciascuno. L'operatore li dice a voce al cliente: "qui c'è questo graffio, lo vede, è già segnato". Il cliente conferma sul tablet. Le foto hanno data, ora e sono legate al contratto: lui le vede nella sua pagina, io nel gestionale.
Sette minuti. Li abbiamo cronometrati. Prima, con il foglio e la sagoma a penna, erano quattro minuti e nessuna prova.
Il rientro: gli stessi sette minuti, al contrario
Stesso giro, stesso ordine, stesse inquadrature. È il punto decisivo: se le foto dell'uscita e del rientro sono fatte dallo stesso angolo, il confronto è immediato e non si discute. Se le foto del rientro sono "quelle che è venuto in mente di fare", ogni graffio è un'opinione.
Se il rientro è in presenza, l'operatore fa il giro con il cliente e dice subito cosa vede. La regola è: niente sorprese dopo. Se c'è un danno, si fotografa, si mostra la foto dell'uscita, e si spiega cosa succede: preventivo della carrozzeria entro tre giorni, addebito del minore tra franchigia e costo reale, documento inviato. Il cliente a cui spieghi così raramente contesta; quello a cui mandi un addebito una settimana dopo contesta sempre.
Se il rientro è fuori orario, il cliente è stato avvisato nel contratto che l'auto resta sotto la sua responsabilità fino al controllo e che il controllo avviene entro le 9 del mattino successivo. L'operatore lo fa per primo, prima di qualsiasi preparazione, e se trova qualcosa manda le foto al cliente subito, insieme a quelle dell'uscita. Entro le 9, non alle 15.
La preparazione: una lista, non un'abitudine
L'ordine di preparazione si apre da solo al rientro. Ha una lista fissa: lavaggio esterno, interno, rifornimento al livello di consegna, controllo pressione gomme, controllo liquidi, controllo dotazioni, controllo spie, note. Chi prepara spunta le voci e chiude l'ordine con il suo nome. Se trova un problema (una gomma con un taglio, una spia accesa), l'auto va in officina invece che tornare libera, e il planning lo sa subito: se quell'auto era prenotata per domani, il sistema cerca un'altra della stessa categoria.
La lista è noiosa. È il punto. Le contestazioni sul carburante sono sparite il giorno in cui "pieno" ha smesso di essere un'impressione ed è diventato una voce spuntata con il livello scritto.
Tempi: 35 minuti per una city car, 50 per un SUV, 70 per un furgone dopo un trasloco. Li usiamo per il planning: un'auto che rientra alle 10 è libera alle 11, non alle 10:05.
Le regole scritte che hanno tolto le discussioni
Il carburante si restituisce come consegnato, e la differenza costa il prezzo alla pompa più 15 euro di servizio. Scritto nel contratto, detto alla consegna, applicato sempre. Da quando è sempre, nessuno discute.
Il ritardo ha un'ora di tolleranza, poi scatta il giorno. Anche qui: sempre. L'eccezione fatta a uno diventa la pretesa del successivo.
I danni si addebitano con il preventivo, mai a forfait. Il cliente riceve il documento della carrozzeria. Se il costo reale è inferiore alla franchigia, paga il costo reale. Questo da solo ha dimezzato le contestazioni, perché l'addebito a forfait è quello che fa sentire derubati anche chi ha torto.
Le multe: importo più 15 euro, con copia del verbale. Non 50 di "gestione pratica".
Cosa è successo ai numeri
Contestazioni: da una ogni quindici noleggi a una ogni ottanta. Tempo medio di una contestazione: da 40 minuti (telefonate, email, discussione) a 5 (si guardano le foto). Danni non recuperati perché non dimostrabili: da circa 3.000 euro l'anno a meno di 500. Recensioni sotto le tre stelle: da una al mese a una ogni tre mesi, e quasi mai per motivi di danni.
E una cosa che non avevo previsto: gli operatori sono più tranquilli. Prima, il rientro di un'auto con un graffio era l'inizio di una discussione in cui l'operatore doveva convincere il cliente. Adesso mostra due foto. Il rapporto di forza è sparito, perché c'è il fatto.
Come lo fa il gestionale
Nel gestionale thecore.rent la consegna e il rientro sono due schermate guidate sul tablet o sul telefono: il giro delle foto nell'ordine fisso, la sagoma per i danni, km e carburante obbligatori. Le foto restano legate al contratto e il cliente le vede nella sua pagina. Il rientro apre l'ordine di preparazione con la lista, e l'auto torna libera quando l'ordine è chiuso. Le regole (tolleranza, costo carburante, costo gestione multe) sono nelle tue condizioni, che il cliente legge e accetta prima di prenotare, e che compaiono nel contratto che firma.
Se vuoi provarlo sulle tue auto, è compreso nei tre mesi gratis. Se vuoi prima leggere cosa ne pensa un cliente, ho scritto per loro la guida ai controlli alla consegna e al rientro: è lo stesso processo visto dall'altra parte del banco, e quando il cliente lo conosce, va tutto ancora più veloce.
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